DOMANDE FREQUENTI

Cos’è l’Osteopatia?

L’osteopatia fu sviluppata da Andrew Taylor Still, un medico e chirurgo statunitense vissuto alla metà del XIX secolo, il quale fondò la prima scuola indipendente di osteopatia nel 1892.
E’ una scienza interdisciplinare basata su principi anatomici, fisiopatologici e biomeccanici. L’osteopata, in terapia manuale e senza l’ausilio di farmaci prende in considerazione le disfunzioni osteo-mio-fasciali, viscerali, addominali e toracici e cervico-cranico-mandibolari. Essa rispetta il rapporto esistente tra il corpo, la mente e lo spirito sia nella salute che nella malattia; essa pone particolare enfasi sull’integrità strutturale e funzionale del corpo nonché sull’intrinseca tendenza del corpo a guarire se stesso.

Che differenza c’è tra le altre figure sanitarie?

L’osteopatia utilizza un’approccio complementare a quello della medicina classica ma pur essendo specializzata nella conoscenza di ogni singolo distretto corporeo considera sempre una patologia di organismo e non solo di un organo. A differenza della fisioterapia, dell’ortopedia e della fisiatria, l’osteopatia non cura il sintomo ma utilizza il sintomo per ricercare la reale causa della disfunzione.

Come è regolamentata l’osteopatia in italia?

Nel 2002 l’osteopatia viene riconosciuta dall’OMS – Organizzazione Mondiale della Sanità – a titolo di partecipazione al mantenimento della salute e inserita tra le Medicine Non Convenzionali.
Attraverso suoi documenti l’OMS indica di avviare politiche nazionali volte ad integrare le medicine non convenzionali nel sistema sanitario e di uniformare quanto più possibile le legislazioni. Le istituzioni sanitarie italiane non sono ancora in linea con tali direttive, pertanto alcune iniziative di legge volte al riconoscimento giuridico dell’osteopatia si trovano in fase di approvazione dal parlamento.
Ad oggi l’Osteopatia  è quindi non riconosciuta dal Servizio Sanitario Nazionale Italiano. L’osteopatia invece è regolarmente riconosciuta in Inghilterra, Belgio, Francia, Finlandia, Svizzera, USA, Canada, Australia, mentre in molti Paesi è in fase di regolamentazione.
In Italia nonostante il vuoto legislativo la formazione degli osteopati è regolamentata dalle associazioni, registri e sindacati di categoria che, ponendosi in linea con le indicazioni osteopatiche europee, stabiliscono precisi requisiti di accesso alla professione e indicano un rigoroso modello didattico alle scuole che vogliono essere riconosciute e accreditate. Nelle nazioni dove l’osteopatia non è normata non si tratta di registri ma di semplici associazioni di settore che alcune volte si fanno chiamare registro o federazione senza averne però lo status giuridico.

Chi si può iscrivere alle scuole di osteopatia?

Per regolamentare la pratica dell’osteopatia evitando che tale disciplina venga praticata da operatori non qualificati, è necessario creare un’adeguato sistema per la formazione, la verifica e l’abilitazione.
L’OMS (organizzazione mondiale della sanità) distingue due tipi di iter formativi, in base alle qualifiche già in possesso dei candidati e alla loro esperienza clinica.
I programmi di formazione di Tipo I sono destinati a coloro che hanno una precedente formazione sanitaria scarsa o nulla, ma sono in possesso di diploma di maturità o equivalenti. Tali programmi hanno di norma una durata quadriennale e sono a tempo pieno. Una componente essenziale deve essere costituita dalla formazione clinica sotto supervisione presso una adeguata struttura clinica osteopatica, inoltre può essere richiesto agli studenti di redigere una tesi o un progetto.
I programmi di formazione di Tipo II sono destinati a coloro che hanno già completato un’iter formativo come professionisti in campo sanitario. I programmi di tipo II hanno i medesimi obiettivi e contenuti di quelli di tipo I, tuttavia il piano di studio e la durata del corso possono essere modificati a seconda delle precedenti esperienze e qualifiche dei singoli candidati. In alcuni casi, lo sviluppo di un programma di tipo II può essere una fase transitoria in attesa dello sviluppo di un programma osteopatico di tipo I. Gli esperti in osteopatia ritengono che sia necessario del tempo per acquisire una adeguata padronanza dell’osteopatia, sufficiente a poter iniziare una pratica come professionista sanitario di base, in forma autonoma oppure come membro di uno dei vari enti di assistenza sanitaria. Un tipico programma di tipo I dovrebbe prevedere 4200 ore, di cui almeno 1000 ore di formazione e pratica clinica sotto supervisione.

Come viene svolto il tirocinio?

Nella nostra scuola il tirocinio si divide in due fasi: Una interna con tirocinio didattico attraverso simulazioni di visite osteopatiche una esterna con tutor che seguono gli allievi all’interno del proprio studio sia con simulazioni che con pazienti veri per migliorare le strategie di intervento e consentire un’apprendimento elevato sulle metodiche di gestione del paziente a medio e lungo termine.

Quanti crediti ECM vengono rilasciati?

Ogni corso ha un diverso numero di crediti.

Hai altre domande?